Gastronomia
Una gastronomia estremamente semplice è quella di questa provincia,profondamente legata ai prodotti del territorio,seppur capace di grandi raffinatezze.A cominciare dai vincisgrassi, la cui storia si perde tra le pieghe della memoria, attribuita da alcuni al generale Windisch Graetz e da altri al grande cuoco Antonio Nebbia.Stà di fatto che questo complicato timballo, il cui condimento base è un sugo di carne e rigaglie di pollo, è ancora oggi il primo delle feste,il piatto principe delle famiglie maceratesi.Sempre tra i primi piatti, da assaggiare i ravioli (ripieni di ricotta), i cappelletti in brodo (tipici delle feste natalizie),gli gnocchi con la papera(gnocchi di patate conditi con ragù d’anatra).Per i secondi la cucina fornisce dall’aia,andando a cuocere polli e conigli in potacchio( così qui viene detta la cottura” in bianco” con l’aggiunta di aglio, rosmarino e vino bianco).Nella variante in porchetta,le carni vengono condite con il finocchio selvatico, generalmente cotte in forno.Il pollo alla maceratese è il galletto ruspante in salsa di tuorli sbattuti e limone mentre la faraona alla creta è tipica di Loreto dove, tra le specialità gastronomiche , si annoverano le varie preparazioni della cacciagione.Spostandosi al mare, il brodetto fà da padrone sulle tavole lungo la costa.La storica zuppa povera dei pescatori, che in ogni località dell’Adriatico assume diverse varianti,a Porto recanati si arricchisce della preziosa zafferanella, una tipologia di zafferano slvatico locale.
La Norcineria
La qualita e varietà dei salumi prodotti in quest’area dipende direttamente dalla storia della realtà agricola marchigiana.In passato non c’era famiglia contadina dell’entroterra marchigiano che non allevasse un maiale e che non facesse la pista( così viene denominata in dialetto tutta la fase di preparazione dei salumi).Oggi la tradizione viene continuata dalle numerose botteghe norcine artigianali che ripropongono i vari prodotti tipi di questi luoghi.Oltre ai classici prosciutti, pancette e salsicce(che nella versione con il fegato assumono il nome di mazzafegato), particolari dell’entroterra maceratese sono la lonza( o capocollo, consistente nella lombata di maiale opportunamente salata, condita e messa a stagionare nel budello), il salame lardellato( tipico della tradizione fabrianese) e la coppa.Quest’ultima è il risultato della bollitura delle carni e cotenne residue della lavorazione,condite con sale, pepe buccia d’arancio, alloro e pistacchi.Ma principe assoluto della norcineria maceratese è senza dubbio il ciauscolo, particolarissimo salame reso morbido(quasi spalmabile)dall’alta percentuale di grasso nell’impasto.Le carni macinate finemente e opportunamente condite vengono insaccate nel budello gentile e poste ad asciugare al fumo del camino, quindi stagionate in un luogo fresco per qualche mese.
Il Formaggio
La produzione di formaggi marchigiani è sempre stata molto apprezzata nel tempo, come testimonia lo stesso Leopardi in una delle sue lettere da Bologna dirette al padre “…anche i nostri formaggi, che qui si stimano più del parmigiano, il quale non ardisce di comparire in una tavola signorile: bensì vi comparisce una forma di formaggio della Marca, quando se ne può avere, che è cosa rara” (8 febbraio 1826).L’allevamento ovino, tradizionalmente costituito da capi di razza Vissana e Sopravvissana, ha reso possibile una produzione dedicata in massima parte al pecorino e alla ricotta.Il primo, ottenuto esclusivamente da latte di pecora, ha forma cilindrica e pasta bianca quando è consumato fresco, consistenza compatta , scagliosa e pasta giallastra se stagionato.Negli anni si sono aggiunte alla produzione classica anche varianti al tartufo, al pepe e peperoncino.Dai residui di siero, provenienti della lavorazione del formaggio e opportunamente riscaldati,deriva invece la ricotta.Risposta in appositi cestini a sgocciolare,la ricotta viene consumata fresca ma anche utilizzta nella preparazione di alcuni dolci tipici della tradizione.
Il Miele
Accoppiamento perfetto con il formaggio è quello ottenuto utilizzando il miele.I migliori mieli locali provengono dalle zone collinari e montane,dove la flora è ricca di fiori spontanei e la percentuale di inquinamento pressochè assente.dalla tipologia millefiori, ai mieli di castagno e di acacia , l’apicoltura locale si è specializzata in produzioni di alta qualità andando a recuperare prodotti anche particolarissimi come la melata di quercia(ottenuta dalla linfa fuoriuscita dalle piante a causa dell’azione dei parassiti).al miele viene dedicata a Montelupone una importante mostra mercato dove è possibile acquistare il meglio della produzione locale.
L’Olio
La coltivazione dell’ulivo in queste zone ha origini antichissime.Gli uliveti sono generalmente ubicati in media collina,su terreni calcareo-argillosi particolarmente ricchi di minerali, ciò contribuisce alla produzione di oli dal gusto e profumo eccellenti, con valori di acidità molto bassi.Tra le varietà di olive che concorrono alla produione troviamo il Leccino e il Frantoio che sono la base per molti degli oli locali.Tipiche della zona, oggi attentamente rivalutate e utilizzate nella produzione di ottimi oli monovarietali, sono la Mignola nella zona di Cingoli,l’Orbetana in quella di San Severino Marche e Poggio San Vicino,la Coroncina, il Piantone di Mogliano.
I Dolci
La tradizione dolciaria locale è strettamente legata alle varie ricorrenze che scandivano l’anno solare.Tipici delle festività natalizie sono dolci come i Cavallucci di Apiro (biscotti ripieni con frutta di stagione e ricoperti di glassa), il Torrone di Camerino (realizzato con solo miele millefiori, mandorle e zucchero secondo l’antica tradizione camerinese), I Caciuni di Cingoli.Al Carnevale fanno riferimento dolci fritti come gli scroccafusi, le Sfrappe o la Cicerchiata.La Pizza di Pasqua(che ha per base la pasta del pane arricchita di zucchero,canditi e gocce di liquori aromatici)o il Calcione di Treia (ripieno di formaggio pecorin) sono invece tipici della primavera.Del periodo della vendemmia sono invece i Biscotti di Mosto e i Sughitti (realizzati con mosto,farina e mais).Altri dolci come il Ciambellone(o Ciammellottu),la Crescia Fojata(tipica di Fiuminata,consiste in una sottilissima sfoglia ripiena di mele, noci, uvetta, anice e zucchero), La Zuppa Inglese o il Serpe di Apiro venivano realizzati lungo l’intero arco dell’anno in occasione delle varie festività.
I Vini
VERDICCHIO DI MATELICA DOC :
Zona di produzione: Matelica,Esanatoglia,Gagliole,Castelraimondo,Camerino e Pioraco.
Abbinamenti: il ” rosso vestito di bianco si abbina bene a piatti di pesce e carni bianche.audace ma da provare l’abbinamento coi salumi del territorio.
COLLI MACERATESI DOC :
Zona di Produzione : Il territorio collinare sotto i 450 mt., esclusi fondovalle e pianura.
Abbinamenti : (bianco) crostacei e pesce; ( rosso) vincisgrassi, pollo e coniglio in potacchio e porchetta.
ROSSO PICENO DOC :
Zona di produzione: l’area collinare dai contrafforti appenninici all’Adriatico.
Abbinamenti: minestre, salami,secondi piatti di carne, zuppe di pesce.
TERRENI DI SAN SEVERINO DOC :
Zona di produzione: Comune di San Severino Marche
Abbinamenti: primi piatti, carni bianche, formaggi stagionati e salumi locali.
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