COMUNE DI URBINO
Abitanti: circa 15470 abitanti.
Altitudine: è situato a circa 451 metri sul livello del mare.
Comuni limitrofi: Acqualagna, Auditore, Colbordolo, Fermignano, Fossombrone, Isola del Piano, Lunano, Mondaino (RN), Montecalvo in Foglia, Monteciccardo, Montefelcino, Montelabbate, Peglio, Petriano.
CAP: 61029
Prefisso: 0722
Codice ISTAT: 41067
La città di Urbino, capoluogo provinciale delle Marche unitamente a Pesaro, costituisce un’altissima testimonianza di storia e urbanistica del Rinascimento.Municipio romano e poi diocesi, fu ceduta da Pipino alla Chiesa nel 744.Dal Mille in poi fu possesso dei Montefeltro di Carpegna che la tennero fino al 1626, quando l’ultimo duca, Francesco Maria II della Rovere, la cedette a Urbano VIII.L’itinerario di visita inizia dal palazzo dell’Università, in via Saffi, antica residenza dei Montefeltro rifatta nel Seicento;l’ex convento di S.Chiara, nella vicina via omonima, fu costruito nel Quattrocento da Francesco di Giorgio Martini.Per via S. Chiara raggiungiamo piazza Rinascimento con la chiesa di S.Domenico, del XIV secolo; notevole il portale della facciata di Maso Bartolomeo.Proseguendo, in via Puccinotti troviamo il duomo, costruito nel XVIII secolo dal Valadier su una precedente chiesa quattrocentesca distrutta dal terremoto; interessanti la facciata , la grande cupola e il campanile settecentesco.L’interno ospita opere di rilievo come l’istituzione dell’Eucarestia del Barocci(tardo XVI secolo), bei dipinti di Palma il Giovane, di Viviani, e un’Assunta di C.Maratta.Il museo annesso alla chiesa vanta affreschi del Tre-Quattrocento, un tesoro, un leggio in bronzo del Duecento inglese e dipinti di A. del Bologna, Barocci, Zuccari e G.Reni.Nell’adiacente piazza Duca Federico si trova il palazzo ducale, superbo complesso iniziato intorno al 1444 da Maso di Bartolomeo e trasformato dal Laurana tra il 1465 e il 1472; ad esso lavorarono in seguito Francesco di Giorgio Martini e G.Genga.Nell’interno è il cortile d’onore, considerato l’espressione più compiuta del Rinascimento, con un colonnato sovrastato da finestre.Nella galleria nazionale delle Marche, la più importante della regione, che è ospitata nel palazzo, spiccano:un Polittico di A. Vivarini (sala delle Veglie); la Porta della Guerra(appartamento della Duchessa); Ritratto di gentildonna o La Muta, uno dei capolavori di Raffaello, e il Salvador Mundi di Melozzo da Forlì( sala degli angeli), con un camino di D. Rosselli e splendidi(portali); il Miracolo dell’Ostia di P.Uccello (XV secolo) e la Comunione degli Apostoli di Giusto de Gand (XV secolo), nella stanza da letto ducale; ritratti di uomini illustri di G. de Gand e P. Berruguete(guardaroba); Flagellazione e Madonna di Senigallia, di piero della francesca, Città ideale di ignoto e uno stendardo di Tiziano Vecellio (XVI secolo).Per via Salvalai scendiamo in corso Garibaldi e deviamo a sinistra per raggiungere via Mazzini dove si trova la chiesa seicentesca di S. Francesco di Paola; l’interno vanta nella volta dell’unica navata un ciclo di affreschi di A. Viviani(1614) raffiguranti le storie di S. Francesco di paola.In via Barocci , a due isolati di distanza, incontriamo l’oratorio di S. Giovanni Battista, il monumento religioso più importante di Urbino per le decorazioni pittoriche quattrocentesche dei fratelli Salimbeni(notevole la crocefissione), e L’Oratorio di S. Giuseppe, costruito nel XVI secolo, che ospita un presepe in stucco opera di F. Brandani.Proseguendo fino in piazza della Repubblica, svoltiamo a sinistra dirigendoci alla casa di Raffaello: qui nacque il grande pittore e nei locali si possono ammirare un affresco raffigurante la Madonna col Bambino e Mosè salvato dalle acque(disegno a penna) a lui attribuiti,Sempre in Via Raffaello prospettano la chiesa di S. sergio, su edificio del V-VI secolo internamente rifatto nel Quattrocento, con all’interno tele di C. ridolfi, e quella trecentesca di S.Francesco, rimaneggiata nel Settecento; tra le opere dell’interno si segnalano un arco in marmo del XVI secol(cappella del sacramento) e il Perdono di S.Francesco,tela del Barocci.Al termine di Via Raffello,uscendo dalla città, svoltiamo a sinistra lungo le mura cinquecentesche( via Buozzi); qui prospetta la fortezza dell’Albornoz del XV secolo.Invertendo il senso di marcia e imboccando viale don Minzoni , adestra per via Bramante: in largo Clemente si trova la chiesa cinquecentesca di S.Spirito: l’interno conserva opere di G.Cialdieri e tele di T.Zuccari e del Ridolfi.
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